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 Cos'è il vincolo idrogeologico

L’intero territorio nazionale è stato suddiviso in aree potenzialmente a rischio secondo le direttive del R.D.L. del 30 dicembre 1923 n° 3267 conosciuto come “legge forestale” al cui art. 1 si legge:

“Sono sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici i terreni di qualsiasi natura e destinazione che (…) con danno pubblico possono subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque”.

Quando viene richiesto

Viene richiesto quando all’interno delle aree vincolate vengono previsti i seguenti interventi:

  • nuovi edifici di qualsiasi tipo e destinazione, compresi eventuali ampliamenti di opere connesse (rimesse, box, piscine, ecc.);
  • muri di sostegno superiori di 100 cm di altezza;
  • infrastrutture connesse a elettrodotti superiori a 20.000 volts (cabine primarie);
  • parcheggi di qualsiasi tipo e piazzali di manovra;
  • sistemazione di terreni con opere di drenaggio (maggiori di 100 ml e profondità superiori a 150 cm);
  • creazione o eliminazione di terrazzamenti di terreni finalizzati ad attività agricola o extragricola.
  • Quali documenti occorrono.

    Ai fini della richiesta dello svincolo occorre presentare i seguenti documenti:

  • Planimetrie su C.T.R. a scala 1:10.000;
  • Planimetrie catastali con indicazione dei fogli e delle particelle interessate;
  • Elaborato progettuale dell’opera (con planimetrie, prospetti, sezioni);
  • Relazione tecnico descrittiva delle opere da realizzare;
  • Relazione geologica redatta da geologo abilitato e iscritto al relativo albo professionale;
  • Scheda notizie;
  • Nulla osta Ente Parco se l’intervento ricade all’interno di aree protette;

  • Quando serve la Relazione geologica.
    La relazione geologica è obbligatoria per le tipologie d’intervento ricadenti nella Tab. A su menzionate. La stessa dovrà contenere:

  • stralcio carta geologica a scala opportuna;
  • caratteri geologici, litologici e pedologici;
  • assetto geomorfologico e idrologia di superficie;
  • fenomeni di erosione e di dissesto (in atto o potenziali);
  • caratteri idrogeologici e vulnerabilità delle falde;
  • sismicità dell’area;
  • valutazione degli elementi concorrenti a definire situazioni di rischio e - ipotesi tecniche di riduzione dello stesso
  •  

    Competenze.

     L’istanza di autorizzazione ai lavori e agli interventi sopra menzionati deve essere presentata corredata dalla documentazione richiesta, al Sindaco del comune territorialmente competente. Il Sindaco fa pubblicare per 15 giorni all’Albo Pretorio la domanda e quindi, con le opposizioni che fossero state presentate e con le sue osservazioni, la trasmette all’Amministrazione provinciale competente assieme alla documentazione allegata.

     

     

    Normativa di riferimento.
    R.D.L. n° 3267 del 30 dicembre 1923
    R.D. n° 1126 del 16 maggio 1926
    D.G.R. n° 6215 del 30 luglio 1996
    D.G.R. n° 3888 del 29 luglio 1998